Esplorando l'ambito letterario si trovano numerosi testi in prosa/poesia che fanno riferimento all'orologio, quali L'orologio [13] (l'horloge) di Charles Baudelaire, Il dono dei Magi [14] di O. Henry, Orologio da polvere [15] di Ciro di Pers, ecc. Ho deciso di riportare questo testo perché, oltre alla palese presenza dell'orologio come protagonista, esso funge anche da tramite tra la protagonista e i suoi ricordi, in parte belli e in parte brutti: ricordi belli e pieni di felicità passati con il marito, e ricordi cupi e tristi vissuti dopo la morte di questo.
L'orologio funzionava [...] Segnava ogni minuto, ogni secondo, ma non misurava il tempo. L'orologio non aveva lancette.
Era un orologio a muro, piccolo, lungo, con angoli smussati, senza pendolo, senza vetro e senza cornice. Sul legno scuro brillavano cifre di metallo giallo. Un tempo questa superficie di legno era illuminata da due lancette dorate [...]
Loro non avevano esitato nemmeno un secondo. Sì, lo dovevano proprio avere. Avrebbero fatto a meno di qualche altra cosa. [...] Fu l'abbellimento più significativo della loro piccola dimora. Tutte le volte che guardavano l'orologio, si scambiavano uno sguardo e sorridevano [...] L'orologio parlava con loro come fosse un essere vivente e segnava i giorni, i mesi, gli anni.
Per l'ultima volta lui guardò l'orologio, si chinò e prese la valigia [...] Lei [...] si volse verso l'orologio [...] Continuava a parlare, a ricordarle i giorni belli, i giorni senza nubi. [...]
La donna non levava lo sguardo dall'orologio. [...] prese l'orologio e lo gettò con rabbia per terra. Le lancette saltarono via senza rumore. Una andò a finire sotto il letto. Senza lancette l'orologio era orribile: accigliato, scuro, ma continuava a parlare, a ricordare, a tormentarla. La donna lo sollevò da terra, lo avvolse in un panno di lana, almeno così forse riusciva a soffocare la sua voce inquietante, e lo ficcò in fondo alla cassapanca.[...]"
Anna Kamenova da “L’orologio senza lancette, Racconti”, Sofia, Balgarski pisatel, 1980



